Non è nato un nuovo partito a sinistra. L'evento di sabato al Teatro Quirino a Roma, ha tenuto a battesimo l'unificazione di un numero importante di parlamentari, confluiti in un nuovo gruppo alla camera e, negli auspici, in futuro anche al senato.
In molti stanno criticando e facendo le proverbiali "pulci" a #SinistraItaliana, confondendo questo primo importante passo verso la nascita con la definitiva costituzione di una nuova forza politica.
Di sicuro questo è l'obiettivo concreto di quello che sta accadendo, ma potrà avvenire inevitabilmente, solo dopo un lungo confronto con il paese reale e con i cittadini.
Il gruppo unito serve a rafforzare l'opposizione parlamentare prima di tutto, perché quello che sta accadendo alle istituzioni e ai cittadini di questa nazione non ci piace. Serve a proporre un modello diverso di stato sociale e di progresso sostenibile, a costruire un'altra idea di paese. Serve a stimolare un dibattito che, di certo, si sta facendo ogni giorno più acceso e interessante.
Poche sono le certezze, non è detto neanche che il nuovo partito si chiami davvero Sinistra Italiana, eppure il primo passo è appena stato fatto. Il campo è aperto e il lavoro da fare ancora è tanto.
Per il momento mi fermo a rilevare con una certa soddisfazione che a sinistra in Italia è tornata a vivere una funzione basilare della politica, nell'accezione migliore di questo bistrattato termine.
La possibilità di comprendere, affrontare e provare a risolvere, le complessità sociali e politiche del paese, senza doverci per forza appiattire sul voto utile o sul profilo di un leader carismatico o peggio su un pensiero unico e generalista o vecchio e logoro.
La sfida è lanciata e io sono pronto a coglierla. Servono coraggio, pazienza e buona volontà. Siamo tanti ad averlo fatto e aumentiamo ogni giorno che passa. Vogliamo scommettere sulle competenze, sull'innovazione, sulla legalità e la trasparenza, sulle migliori risorse territoriali, umane e culturali di questa nazione, questo è sicuro. Dobbiamo occuparci e rappresentare le periferie sociali e urbane delle nostre comunità, rispondendo, con la solidarietà, la responsabilità e con il senso di comunità, alla guerra tra poveri che gli altri stanno cercando di innescare.
Non ci accontenteremo di testimoniare una posizione, puntiamo a governare e innovare questa nazione.
Il percorso è appena incominciato, questa è la novità.
condivido ogni parola e credo che l'aspetto centrale del nascente progetto sia proprio rappresentato dal bisogno di un modus operandi nuovo e, per certi versi, vecchio (ma di decenni).
RispondiEliminaE' il mio timore più grande e, al contempo, la speranza che si possa dare un segnale di reale cambiamento politico.
La struttura organizzativa del partito dovrà ribaltare la tradizionale piramide gerarchica e dare reale protagonismo ai territori.
I modi ci sono e la fantasia ci aiuterà a trovare nuove forme di partecipazione e decisione. Perchè alla fine le decisioni andranno prese, ma dovranno essere scelte collettive e di popolo.
Se la sfida si muoverà su questi binari saremo in tantissimi a raccoglierla.
Un passo alla volta, con pazienza, ricucire una comunità che includa veramente tutti, fino alle ultime file della società .
EliminaSfida lanciata, vediamo chi raccoglie.
Un passo alla volta, con pazienza, ricucire una comunità che includa veramente tutti, fino alle ultime file della società .
EliminaSfida lanciata, vediamo chi raccoglie.