La becera semplificazione per la quale, gli orribili assassinii, di Parigi siano riconducibili alla speculazione assurda, per cui si parta da una contrapposizione religiosa, è una stupidaggine senza precedenti.
Come se vivessimo davvero in una guerra tra due "culture".
Questa è da sempre la più diffusa "giustificazione" propria degli attentatori, secondo l'assioma malato per cui, "le bombe cristiane dei governi cristiani", giustifichino "bombe" musulmane.
La gran parte degli attentatori fino ad ora sono cittadini europei, nati in Europa o che in Europa sono cresciuti, hanno studiato e lavorato.
La becera speculazione per cui si tratta di un attacco al mondo cristiano, non rende giustizia ai morti e ai vivi dell'Europa musulmana, protestante, quacchera, valdese, induista, scintoista, che tutti i giorni, vivono e lavorano onestamente da cittadini su suolo europeo.
Non rappresenta la realtà e non aggrega sotto un'unica, necessaria condanna tutti i cittadini d'Europa. Che devono avere la possibilità di relazionarsi reciprocamente come "pari Cittadini su terra patria", a prescindere da religioni, etnie o convinzioni politiche personali, ancor di più nei momenti di difficoltà.
Perché questo accada c'è bisogno che l'Europa e gli europei, abbiano il coraggio e l'intelligenza di approcciare agli orribili assassinii di Parigi, in modo veramente laico.
Interrogandosi e comprendendo, cioè, quali cause e concause, sociali, economiche e culturali stiano accendendo una pericolosa polveriera, nelle comunità europee, destinata a continuare a esplodere nei luoghi e nei momenti meno probabili del vecchio continente.
Per provare a capire come, insieme, da Europei, riportare le condizioni di qualità della vita, che da oltre un secolo hanno identificato la quotidianità e la qualità della cultura europea.
Quell'Europa che sa unirsi e costruire il proprio futuro, basato sul senso di appartenenza ad un'unica comunità continentale, a prescindere dalle convinzioni religiose o personali.
Così da spegnere la polveriera e finalmente tornare a vivere da Europei.
Se approcciassimo alla questione in modo veramente laico, libero dall'influenza di punti di vista religiosi o di parte, ci renderemmo conto che da oltre 30 anni, l'opinione pubblica europea è perfettamente consapevole che la partita in medio oriente riguarda, solo e soltanto, l'accesso alle risorse energetiche e la loro gestionea.
Lontani da valutazioni politiche, comprenderemmo che Stati Uniti, Russia e Emirati mediorientali sono interessati a gestire direttamente quelle risorse, ma non per il proprio fabbisogno.
Principalmente per quello dell'opulenta vecchia Europa che, al netto di esperienze virtuose come ad esempio la Danimarca (per chi spera nelle rinnovabili) o la Francia (per chi ama il nucleare), consuma molto di più di quanta energia riesca a produrre. E che la gestione delle risorse energetiche influenza direttamente e indirettamente tutte le categorie dei mercati internazionali.
Le linee, politiche e comunicative , delle Forze nazionaliste e conservatrici di tutta Europa, che si riaffacciano nella pubblica opinione dopo decenni all'angolo della società, come minacce violente alla coesione tra i cittadini dell'Unione. Come sciacalli stanno occupando integralmente gli spazi sui media, propugnando una presunta superiorità culturale e il recupero della sovranità nazionale.
Puntano a spingere la pubblica opinione lungo un binario anacronistico, emotivo e dogmatico, che parte dalla ferita nell'orgoglio "religioso" cattolico e punta ad arrivare ad un bivio pericoloso. Un bivio che vuole frantumare nuovamente l'Unione Europea in 28, più o meno, deboli stati nazionali, incapaci da soli, di reggere l'urto dei mutamenti e le pressioni dell'economia globale. Piccoli stati-nazione, incapaci di essere contrappeso ad una pericolosa contrapposizione che dietro quel bivio si nasconde.
Un bivio che ben conosciamo, che identifica la scelta tra gli interessi e i legami commerciali e diplomatici con i due principali colossi internazionali della gestione delle risorse energetiche, i leader storici dei due blocchi che hanno tenuto il mondo spaccato a metà per quasi tutto il novecento,
USA e Russia.
Partecipare attivamente e di nuovo a questa scelta riporterebbe l'Europa e di conseguenza il mondo, indietro nel tempo, verso una china che sarà impossibile risalire.
Per questo, le forze solidali e progressiste al fianco dei Cittadini Europei, che credono fermamente nell'originario progetto dell'Unione, devono arginare questa deriva attraverso un percorso di proposte, che si fa orizzonte necessario. Un orizzonte che ponga l'Europa unita come attore terzo e indipendente nelle dinamiche politiche ed economiche mondiale.
I Cittadini Europei devono far pressione sulle forze politiche e sull'opinione pubblica, affinché l'Unione acceleri ed investa immediatamente su un piano di autosufficienza energetica sostenibile. Investendo in ricerca di nuove tecnologie e nuove risorse rinnovabili. Senza questo presupposto di "indipendenza", il percorso europeo non arriverà mai al proprio traguardo.
I Cittadini Europei devono far pressione sulle forze politiche e sull'opinione pubblica, affinché l'Unione metta in essere quanto prima un piano strategico di gestione dei flussi migratori, che permetta davvero di includere nelle comunità i migranti. Connettendoli con il tessuto socio economico delle nazioni dell'Unione, per competenze e capacità, seguendoli ed accompagnandoli in un percorso di inclusione attraverso il lavoro e lo studio.
I Cittadini Europei devono far pressione sulle forze politiche e sull'opinione pubblica, affinché l'Unione termini il proprio percorso federativo, per unificare i Prodotti interni lordi in un unico indice di borsa federale, per reggere l'urto dei mercati finanziari globali.
I Cittadini Europei devono far pressione sulle forze politiche e sull'opinione pubblica, affinché l'Unione dia priorità a un grande "GREEN NEW DEAL" Europeo, con politiche di welfare e di inclusione omogenee, politiche strategiche di sviluppo economico sostenibili, primarie, secondarie e terziarie, che mettano a sistema le vocazioni dei singoli stati membri e rilancino l'occupazione ed il benessere diffuso.
I Cittadini Europei devono far pressione sulle forze politiche e sull'opinione pubblica, affinché l'Unione unifichi gli investimenti economici e la gestione delle forze armate, delle diplomazie internazionali e della politica estera, facendole rispondere collegialmente e direttamente al seggio permanente della Francia al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, con la facoltà di esercitare il diritto di veto Europeo, che varrà per quasi trecento milioni di cittadini. Perché un'unica economia comune continentale, deve avere strumenti politici e amministrativi omogenei ed univoci.
I Cittadini Europei devono far pressione sulle forze politiche e sull'opinione pubblica, affinché l'Unione diventi definitivamente una Federazione di Stati. Abbiamo iniziato un percorso che dura dal secondo dopo guerra, per portare a compimento l'unica risposta possibile, laica, logica e sostenibile, alle escalation di violenza e alle minacce belligeranti e terroristiche.
Facciamo in modo che dagli attentati di Parigi, nascano finalmente gli Stati Uniti d'Europa, come federazione solidale e inclusiva fatta di persone, comunità, popoli, storie, tradizioni, culture e diritti diffusi.
Un'altra Europa, quella vera.
Sognata e teorizzata da Altiero Spinelli, più di sessanta anni fa, e mai arrivata a compimento.
Tutto questo può e deve avvenire, mentre da Cittadini Europei, viviamo e condividiamo con orgoglio e dignità, il nostro lutto comune. Tutto questo, anche per aggiungere un senso ad una serie incredibile di perdite umane, che al momento non sembrano poter avere senso.
Non serve alcuna becera semplificazione nè una vendetta sommaria, ma una seria e determinata presa di coscienza collettiva. Scegliamo insieme di essere l'Europa.
Non serve alcuna becera semplificazione nè una vendetta sommaria, ma una seria e determinata presa di coscienza collettiva. Scegliamo insieme di essere l'Europa.
Lucido e realista.Complimenti.Come al solito!
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