giovedì 15 agosto 2013

Nuotando di notte

Nuotando di notte ho provato a capire.
L'acqua era fredda e la luce era penombra. 

Io non riesco a vivere senza capire 
e capire non è facile, 
perché capire è una scelta. 

capire è una salita, 
capire è una ricerca. 
capire è una corsa non è solo il traguardo.
capire è impegno non intuizione.

capire non è facile, 
capire è errore, 
capire è perdono,
capire è pazienza, 
capire è silenzio,
capire è crescere, 
capire è imparare,
capire è fiducia, 
capire è amore.
capire è tempo, 
capire è spazio,
capire è distanza, 
capire è attesa.

capire non è facile, 
capire è volo,
capire è caduta,
capire è atterraggio.
capire è paura, 
capire è coraggio,
capire è vita.

Io non riesco a vivere senza capire 
e capire non è facile, 
perché capire è una scelta.
Io ho scelto.


Mumford and Sons - Sigh No More

Serve God love me and men 
This is not the end 
Live unbruised we are friends 
And I'm sorry 
I'm sorry 

Sigh no more, no more 
One foot in sea, one on shore 
My heart was never pure 
you know me 
you know me 

And man is a giddy thing 
Oh man is a giddy thing 
Oh man is a giddy thing 
Oh man is a giddy thing 

Love that will not betray you, 
dismay or enslave you, 
It will set you free 
Be more like the man 
you were made to be. 
There is a design, 
An alignment to cry, 
At my heart you see, 
The beauty of love 
as it was made to be

martedì 25 giugno 2013

Come una pietra che rotola.

Come una pietra, rotoli via, senza una casa, senza una meta,  poi qualcosa ti ferma e ti costringe a guardare la traccia del percorso che hai segnato a ritroso.
E smetti di sentirti un bambino quando la compagna di classe ti guarda per la prima volta in quel modo,
quando tuo nonno ti saluta per sempre,
quando inizi a capire che il mostro lo puoi trovare ovunque ma non nel armadio della cameretta,
quando l’estate “puoi pure fare tardi fino a mezzanotte”,
quando tuo cugino più grande non riesce a smettere di parlarti di femmine e tu capisci perché lo fa,
quando conosci i tuoi primi amici ma ancora non sai ancora che saranno per sempre importanti,
quando la gara diventa “io me ne faccio due al giorno, tu quante te ne fai?”,
quando ti passa quel senso di angoscia mortale anche se non hai studiato perché a scuola i volti diventano più importanti dei voti,
quando le superga, l’asfalto della strada sotto casa o il pratone dietro da nonna non bastano più e vuoi gli scarpini e il campo sintetico per prendere a calci un pallone,
quando inizi a pensare che puoi aggiustare le cose senza chiedere a tuo padre e poi le lasci rotte per sempre,
quando il sabato “ti porto e ti vengo a prendere” ma per la  pizza con gli amici il sabato i tuoi ti hanno detto sì,
quando la sigaretta, la prima volta che l’assaggi, vorresti aver leccato la marmitta di un trattore ma fai finta di niente perché ti vergogni,
quando capisci perché il gioco della bottiglia è più divertente di nascondino,
quando due birre e un amaro per la prima volta ti hanno fatto girare tutto fino a farti maledire il barista,
quando capire chi sei è così importante che chi sarai, più che il futuro, ti sembra un sogno,
poi, tutto diventa abitudine e rincominci a rotolare, senza una direzione, senza una casa, come un completo sconosciuto.
Inizi a sentirti un ragazzo quando il sapore della sigaretta inizia non farti più schifo,
quando se non hai studiato a scuola proprio non ci vai,
quando la compagna di classe la guardi tu, per la prima volta, in quel modo,
quando le sigarette le compri in due ma il pacchetto lo tieni tu perché tua madre non ti controlla le tasche,
quando in gita, sul autobus, ti siedi vicino a lei,
quando di ragazze non riesci a smettere di parlarne tu,
quando gli amici iniziano ad essere sempre lì e la famiglia sembra allargarsi davvero perché loro diventano “LORO”,
quando seduto su una spiaggia con un amico hai abbastanza ricordi per dire per la prima volta quel “ti ricordi?”,
quando più scappi e più scapperesti,
quando non hai ancora idea di chi sarai e ancora potresti essere chiunque,
poi, tutto diventa abitudine e rincominci a rotolare, senza sapere la direzione di casa, come un completo sconosciuto, senza una meta.

Ti illudi di essere un adulto quando a dormire con lei ti senti un adulto,
quando ti dicono “tu non esci” e tu esci lo stesso sbattendo la porta,
quando lavori e i soldi te li fumi tutti perché a quello pensi che servano,
quando vai in vacanza e ti senti libero di vomitare tutte le notti,
quando “faccio l’alba e non devo spiegarlo a nessuno”,
quando l’alcol e i panici notturni ti sembrano una missione di vita,
quando l’amore sembra sempre una scoperta ma tu continui a pensare di non avere niente da imparare,
quando ripeti ogni volta che sbagli “io sono fatto così”,
quando non parli con i tuoi perché nonostante tu cresci, loro non cambiano mai,
quando gli amici sono ancora tutti lì ma qualcosa inizia a non funzionare più,
quando le emozioni forti ti sembra di governarle e invece ti sorprendono sempre,
quando sei convinto di sapere chi sarai,
quando perdi un amico per sempre ed inizi a “glorificarlo”,
quando inizi ad intuire che forse il bivio esiste davvero ma sono tristi loro che vivono per quello,
quando viaggi e pensi che il mondo non sia abbastanza grande e che lo vedrai tutto,
quando non te ne accorgi ma tutto è ancora intero,
poi, tutto diventa normale, diventa abitudine e rincominci a rotolare, senza una casa, senza una méta.

Ti accorgi di essere un adulto quando il giro dei fiori da portare al cimitero diventa troppo lungo e gli amici da “glorificare” diventano troppi,
quando il numero massimo di emozioni provate inizia a sembrare stabile,
quando senti che hai fatto il numero giusto di volte tutti quegli errori che fai sempre, per poter smettere di dire “io sono fatto così” e semplicemente inizi a sorprenderti volentieri,
quando il bivio  lo vedi davvero,
quando tuo padre e tua madre iniziano a sembrarti cronici e ti fanno sorridere e non incazzare, perché tanto “non li cambi più”,
quando scappando inizi ad essere stanco, ti giri e affronti il mostro,
quando le donne ti parlano di come chiamerebbero un figlio, anche se loro hanno dieci anni meno di te ,
quando vedi gli amici e sono tutti lì, con i figli e le mogli, sul attenti “loro”! poi  tu esci, “loro” non ci sono e tu sei al bancone con qualcuno appena conosciuto, a cercare di spiegare ancora una volta chi sei,
quando il mondo è abbastanza grande da avere tanti posti che non vedresti e tanta gente che non incontreresti,
quando l’alcol e i panici notturni iniziano a farti pensare troppo,
quando non hai bisogno dei tuoi spazi perché te li sei presi e qualche volta diventano spazi vuoti da riempire,
quando lavori ed i soldi non te li fumi più volentieri perché i tuoi spazi hanno un costo quantificabile in euro,
quando racconti una storia del liceo a qualcuno che non era ancora nato,
quando dici a qualcuno per la prima volta “non beviamo una birra insieme da vent'anni” e per la prima volta è vero,
quando capisci che Sid Vicious sta a te come Kurt Cobain ad un adolescente e intendo in senso anagrafico,
quando facendo l’amore vorresti ancora imparare qualcosa ma niente è più a caso,
quando ti sei stancato di sentirle starnazzare e vorresti vederne una capace di volare,
quando le cose che rompi e non aggiusti non le conti più,
quando ti accorgi che la libertà si ferma quando incontra i limiti della tua natura,
poi, tutto diventa normale, diventa abitudine e rincominci a rotolare, senza una casa, senza una meta, come un completo sconosciuto.

So let’s roll over.

Once upon a time you dressed so fine 
You threw the bums a dime in your prime, didn't you? 
People'd call, say, "Beware doll, you're bound to fall" 
You thought they were all kiddin' you 
You used to laugh about 
Everybody that was hangin' out 
Now you don't talk so loud 
Now you don't seem so proud 
About having to be scrounging for your next meal. 

How does it feel 
How does it feel 
To be without a home 
Like a complete unknown 
Like a rolling stone? 

You've gone to the finest school all right, Miss Lonely 
But you know you only used to get juiced in it 
And nobody has ever taught you how to live on the street 
And now you find out you're gonna have to get used to it 
You said you'd never compromise 
With the mystery tramp, but know you realize 
He's not selling any alibis 
As you stare into the vacuum of his eyes 
And say do you want to make a deal? 

How does it feel 
How does it feel 
To be on your own 
With no direction home 
Like a complete unknown 
Like a rolling stone? 

You never turned around to see the frowns on the jugglers and the clowns 
When they all come down and did tricks for you 
You never understood that it ain't no good 
You shouldn't let other people get your kicks for you 
You used to ride on the chrome horse with your diplomat 
Who carried on his shoulder a Siamese cat 
Ain't it hard when you discover that 
He really wasn't where it's at 
After he took from you everything he could steal. 

How does it feel 
How does it feel 
To be on your own 
With no direction home 
Like a complete unknown 
Like a rolling stone? 

Princess on the steeple and all the pretty people 
They're drinkin', thinkin' that they got it made 
Exchanging all kinds of precious gifts and things 
But you'd better lift your diamond ring, you'd better pawn it babe 
You used to be so amused 
At Napoleon in rags and the language that he used 
Go to him now, he calls you, you can't refuse 
When you ain't got nothing, you got nothing to lose 
You're invisible now, you got no secrets to conceal. 

How does it feel 
How does it feel 
To be on your own 
With no direction home 
Like a complete unknown 
Like a rolling stone?

lunedì 25 marzo 2013

Non dormendo ho fatto un sogno.


Mi succede spesso di non riuscire a dormire.
Non dormendo ho fatto un sogno.
Capita se non dormi,
i sogni iniziano comunque a muoversi.

Pensieri, fantasie, sensazioni, ricordi
si addensano in un flusso inarrestabile e complesso che lentamente ti chiude gli occhi anche se non vuoi.

Come una vecchia finestra, spinta dal vento, che bussa contro il muro,
con la furia e il martellare di un pazzo che vuole entrare senza usare la porta.

Quello che vedi passare dalla finestra,
mosso dal vento,
quello che vedi uscire,
non sono mai quello che ti aspetti.

A volte vedi uscire quello che vorresti veder restare,
delle volte invece,
è il contrario.

L'unica cosa che speri è che la tempesta si plachi,
che il vento smetta di far bussare la finestra contro il muro,
che le cose che vorresti tenere rimanessero e
che quello che non vorresti restasse all'esterno.
Che la vecchia finestra rimanga ferma al suo posto, aperta o chiusa al bisogno.


C'è un sentiero che scende dietro la duna,
verso la spiaggia.
Il vento è freddo.
Un temporale è in arrivo.
Le nubi si addensano minacciose,
lente e scure all'orizzonte,
sul ciglio del mare,
come le truppe di un esercito che si prepara alla guerra.
Le guardi e capisci che è inevitabile.
E' una questione di tempo ma, la battaglia, presto o tardi, arriverà.

Il vento muove la vecchia finestra di un edificio che una volta doveva essere un ristorante lussuoso.
Prima lentamente e poi con impeto, battendo, con energia innaturale, la vecchia finestra con violenza contro il muro.
Cade a terra con fragore un pezzo di intonaco,
proprio tra le colonne del vecchio ingresso del ristorante.

Chissà quanta gente ha mangiato sotto quel portico.
Ho freddo e vorrei essere altrove,
ma sono qui.

Ti alzi in piedi e guardi verso il sentiero.
Senza guardarmi inizi a camminare.

io
"Facciamo due passi?"
tu
"Ho bisogno di camminare da sola"
io
"Anche io. Camminiamo da soli, senza parlare, nella stessa direzione?"
tu
"La domanda tradotta è <<posso seguirti>>. Fai come vuoi."

Sorridi.
Il tono è lo stesso di sempre.
Questo posto non cambia. Invecchia ma non cambia.
Continui dritta.
Tu, venti passi davanti a me.
Col passo deciso di chi non si ferma mai.

Dopo neanche cento metri,
ti fermi.

io
"che aspetti? che guardi?"
tu
"non sei più capace di lasciarmi andare."
io
"forse no"

Mi guardi perplessa.
Poi sorridi di nuovo.

tu
"Pensavo a come le cose tendono ad incastrarsi seguendo una linea che sembra sempre meno casuale.
Un pezzo per volta trovano posto uno dopo l'altro,
gli eventi. Come i passi.
Fissi il percorso guardandoti indietro e comprendi la linea delle orme che hai lasciato,
come chi cammina sulla spiaggia.
Alcune volte acceleri sempre di più, fino a correre, lasciando tracce irregolari e profonde, distanti in modo casuale l'una dall'altra che puntano in mille direzioni.
Certe volte fai passi leggeri sul bagnasciuga che il mare mangia subito.
Altre volte invece fai passi lenti e decisi.
Lasci impronte regolari e perfettamente disegnate intorno ai tuoi piedi, camminando dritto come se avessi una direzione definita.
Ci sono volte in cui ti fermi e i piedi sprofondano in due piccole montagne di sabbia, che piano si allargano col ruotare dello sguardo, in cerca di una direzione.
Ci sono volte in cui cammini con qualcuno e le impronte si affiancano in sincrono,
in un armonia involontaria di passi mossi a tempo.
Poi torni a correre, d'improvviso .
Poi cadi, ti rotoli e ti distendi, lasciando valli, monti e passi perfetti e casuali,
come chi ha fatto la Terra.
Se lasciassimo impronte sulla sabbia, ogni giorno, guardando indietro, sarebbe facile capire dove stiamo andando e quanto ci stiamo mettendo.
Purtroppo non è così.
Sono i ricordi, le sensazioni, le reazioni, le scelte, le casualità a segnare il tempo, la direzione ed il ritmo di questo passeggiata.
Continua a camminare."

Sorridi.
Ti volti.

Entri in acqua, col passo deciso di chi non si ferma mai.
Il sole fa capolino tra le nuvole scure.

Vorrei seguirti e fermarti ma non riesco a parlare.
Sono paralizzato ed il vento è gelido.
Ti vedo sparire, immersa nell'acqua di un mare quieto.
Prima di un temporale.

Mi sveglio sul divano.
Ho il collo indolenzito ed è giorno.

Era tanto che non ti vedevo e non potrò più farlo,
mi mancherai.
Questa notte ho visto molto di più di una vecchia amica andare via.
Ci sono cose che non ti spieghi e che non controlli.
Cose che vorresti tenere e invece perdi.
delle volte invece,
è il contrario.
Con te,
ho visto la mia adolescenza entrare in acqua,
immergersi e sparire,
durante un temporale,
per non tornare.
Buon viaggio vecchia amica mia.

Jimi Hendrix - Little Wings

Well she's walking through the clouds
With a circus mind that's running round
Butterflies and zebras
And moonbeams and fairy tales
That's all she ever thinks about
Riding with the wind.

When I'm sad, she comes to me
With a thousand smiles, she gives to me free
It's alright she says it's alright
Take anything you want from me,
Anything.

Fly on little wing,
Yeah yeah, yeah, little wing