sabato 3 novembre 2012

Quanto fa 50720 per 667?


Fin, da bambino, non sono mai stato bravo con la matematica.
Poi, da adulto ho capito perché.
Ho sempre frainteso il senso dei problemi.

"Marco possiede 148 figurine. Il giorno dopo va dal giornalaio e compra 10 pacchetti, ogni pacchetto ne contiene 8. Nei 10 pacchetti che ha comprato ha trovato 16 doppioni (che si tiene per sè) per completare l'album ci vogliono 255 figurine.
Quante figurine possiede ora Marco? Quante figurine gli mancano per completare l'album?
In un parco nazionale africano ci sono 1450 elefanti. Le femmine adulte sono 720 e i cuccioli sono 140. Quanti sono i maschi adulti?
Sul furgone ho caricato 500 pacchi di farina e 200 scatole di pasta da 0,5 kg. In tutto ho caricato 2000 kg. Quanto pesa un pacco di farina?
Michela legge un libro di 122 pagine ne ha lette 110 . Quante gliene mancano?
Se ogni scatolone contiene 35 palline da tennis, quante palline stanno in 12 scatoloni?"

E' così che ho incominciato a perdere la cognizione di cosa volesse dire davvero occuparsi dei problemi di qualcuno ed inizio a chiedermi se è così che capita ad ognuno di noi.

I problemi di matematica ti servono ad imparare a razionalizzare.
Ad applicare l'uso della matematica alle condizioni umane.

"Marco possiede 148 figurine. Il giorno dopo va dal giornalaio e compra 10 pacchetti, ogni pacchetto ne contiene 8. Nei 10 pacchetti che ha comprato ha trovato 16 doppioni (che si tiene per sè) per completare l'album ci vogliono 255 figurine. Quante figurine possiede ora Marco?Quante figurine gli mancano per completare l'album? "

Io, tendo facilmente a concentrarmi sul fattore compulsivo, che spinge l'ego di Marco, a spendere tutto quello che ha, per ottenere la soddisfazione di aver completato una collezione, che quando sei riuscito a terminare devi rincominciare da capo.
Potrebbe trasformarsi in abitudine all'applicazione. Esercizio, potrebbe essere il modo giusto di chiamarlo, pregando che il rapporto con la soddisfazione non diventi una dipendenza.

"Quante figurine possiede ora Marco?Quante figurine gli mancano per completare l'album?"

Fossi in te, invece di fomentare le manie di Marco, parlerei coi suoi genitori.
Potrebbe diventare uno che da adulto colleziona successi o insuccessi, per carità, questo, dipende solo da fattori contingenti.
Di  certo, sono sicuro, che "un collezionista" tende a ripetere un'azione all'infinito,
e questo,
per come la vedo io,
è male.

Ho pensato di provare ad applicare una razionalizzazione matematica ai problemi che conosco.
I Miei.
Ho pensato ad un diagramma a blocchi che razionalizzasse le cose dietro cui mi perdo sistematicamente.
Uno schema.
Magari aiuta.

Ho pensato abbastanza e parto da te.

Ma, io, ho problemi più complessi delle figurine di Marco.
Ho pensato che ho il serio bisogno di inserire variabili nello schema.

Disegno il blocco "IO" e subito dopo il blocco "TU".
Disegno tra i due blocchi l'insieme dei "Problemi".
Poi è il turno dell'insieme delle "Paranoie".
A questo punto, disegno un blocco per ogni persona che ritengo una costante o una variabile attiva tra di noi e li unisco con una linea agli insiemi di paranoie e problemi a seconda delle situazioni.
Ora è il turno dell'insieme dei "Buoni motivi".
Poi ho pensato a quante cose non sai di me.
"Cose che non sai".
Poi ho capito che se tanto mi da tanto, sai quante cose non so io?
"Cose che non so".
Questo lo collego direttamente con "Paranoie" ed indirettamente con "Problemi".
Continuo a riempire il foglio di riquadri, parole e linee che le congiungono.

Schema confuso il mio.

A conti fatti, sul mio foglio, abbiamo 148 Linee e 10 insiemi.

Domani andrò dal giornalaio.
Gli chiederò di fare lo stesso gioco e se incontro un Marco a comprare le figurine, provo a farlo desistere.
"Lo sport serve a non farti pensare ai problemi. Se passi il tempo a pensarci, hai un problema serio e non non ci hai pensato."

Ricorda, se vuoi provarci.
Ogni insieme può contenere al massimo 8 parole.
Nei miei 10 insiemi  ho trovato 16 doppioni e per razionalizzare la mia vita forse avrei bisogno 255 di questi schemi.
"Quante figurine possiede ora Marco? Quante figurine gli mancano per completare l'album?"

La matematica non è il mio forte ma, d'altronde, quando si parla di persone, 2+2 non fa mai 4 e questo, a scuola, non provano neanche a spiegartelo.
Io torno ad evitare di razionalizzare.
Il tempo è prezioso e non puoi capire tutto, né razionalizzare, nemmeno se sai dirmi quanto fa 50720 per 667 senza dover contare a mente.

Radiohead - 2+2=5

(We're on. Thats a nice way to start Jonny)

Are you such a dreamer
To put the world to rights
I'll stay home forever
Where two and two always makes a five
I'll lay down the tracks
Sandbag and hide
January has April showers
And two and two always makes a five
It's the devil's way now
There is no way out
You can scream and you can shout
It is too late now
Because you're not there
Payin' attention
Payin' attention
Payin' attention
Payin' attention
yeah I feel it, I needed attention
Payin' attention
Payin' attention
Payin' attention
Yeah I need it, I needed attention
I needed attention
I needed attention
I needed attention
Yeah I love it, the attention
Payin' attention
Payin' attention
Payin' attention
Soon oh
I try to sing along
But the music's all wrong
Cos I'm not
Cos I'm not
I'll swallow up flies?
But like flies the bugs keep coming back
But I'm not
Oh hail to the thief
Oh hail to the thief
But I'm not
But I'm not
But I'm not
But I'm not
Don't question my authority or put me in the box
Cos I'm not
Cos I'm not
Oh go up to the king, and the sky is falling in
But it's not
But it's not
Maybe not
Maybe not

martedì 30 ottobre 2012

Un milione di piccoli passi silenziosi nella notte


Un milione di piccoli passi silenziosi nella notte,
per lasciare indietro quello che più ti fa paura.
Li hai fatti ancora una volta.
Pensando di nuovo,
"Nessuno mi sente e nessuno mi vede".
"Mi muovo al buio, da solo, evito di fare rumore, senza panico, sperando che nessuno mi senta".

Senza correre perché sai che non serve.
Non ti hanno seguito.
Ne sei sicuro.

Hai lasciato indietro quello che ami, te stesso, quello che vorresti e quello che saresti stato.
Ancora una volta.
Ti trovi un angolo e aspetti l'alba manca poco e la notte è passata.
Questa volta ti siedi e aspetti il sole.
Questa volta non ti avrà.
Questa volta ce l'hai fatta.

Un rumore alle tue spalle, come ogni notte.
Il cuore in gola, braccia e gambe paralizzate.
Non sai che dire.

E' lì, ad un metro da te.
Quello che ti fa più paura.
Quello che non riesci ad uccidere.
Quello che per quanto scappi riesce sempre a trovarti.

Ti sembrava di averlo seminato ed invece è ancora lì.
Ancora una volta.
Vuoi correre di nuovo verso il buio.
La paura è troppo forte.
Questa volta manca un passo al sole.
Manca un secondo.
Questa volta sì.
Questa volta non vuoi scappare.

Ti accorgi che quello che è tuo, rimane tuo anche dopo cinquanta milioni di passi lunghissimi.
Quello che ami e quello che più ti fa paura.
Per una volta lo affronti e lo uccidi, guardandolo negli occhi.
Senza paura.

Questa volta, un milione di piccoli passi silenziosi nella notte, li hai fatti per farne un altro verso il giorno.
Questa volta, se vuoi, manca un secondo all'alba.
Non avere paura.

Pink Floyd - Fearless
You say the hill's too steep to climb,
**chiding.**
You say you'd like to see me try
climbing.

You pick the place and I'll choose the time.
And I'll climb
that hill in my own way.
Just wait a while for the right day.
And as I rise above the tree **line** and the clouds,
I look down, hearing the sound of the things **you** said today.

Fearlessly the idiot faced the crowd,
smiling.
Merciless, the magistrate turns 'round,
frowning.

And who's the fool who wears the crown?
**Go down,**
in your own way.
And every day is the right day.
And as you rise above the fear-lines in his brow,
you look down, hearing the sound of the faces in the crowd.

sabato 14 luglio 2012

La X è il posto dove scavare


Trovo la x.
Come i pirati.
Paura di scavare contro voglia di sapere cosa c'è la sotto. 
Braccio destro contro braccio sinistro.

Il braccio destro ed il braccio sinistro dovrebbero collaborare da adesso in avanti.
Una parte di me voleva arrivare fino a qui ed è quella che ha vinto a tutti i bivi del percorso.
Per questo sono qui.
Ho la pala e ho la X sotto i piedi.
Ed ora, il braccio destro fa forza per rompere e bucare la terra e il sinistro, invece, fa resistenza raddoppiando la fatica.
Curiosità contro paura.

Posso farcela contro metà di me? il nodo allo stomaco, che fa su è giù con l'ascensore fino alla gola e poi torna indietro, sembra dire di no


DDDoom, DDoom, DDoom, 


il battito del cuore accelerà, 
un po' per lo sforzo 
e un po' per l'angoscia e la paura di cosa troverò. 
Scava. Scava. Scava. 
Scavo nei ricordi.

11 anni e non sentirli.
Testa alta e sguardo fiero, tipo He-Man che entra a GreySkull e cerca di riprendersela a calci.
Devo fare una bella impressione visto da qui, tipo un eroe.
Tra coraggio ed ossa arrivo a pesare sì e no 40 Kg.
Ho uno zio che mi dice sempre di evitare le botte, che se vola una schiaffo solo spetta di sicuro a me e che c'hanno progettato per correre. 
Ma a me fa più paura avere paura e l'adrenalina mi spinge sempre verso il pericolo purtroppo.

Ed è così che...
quando Lele mi disse di andare con lui a scoprire cosa fosse quel tonfo continuo di tamburi che si sentiva tutte le notti, dopo il cancello della casa nel bosco dove non abitava nessuno, dissi subito di sì.  

Anche Marietto disse di si, per non sembrare da meno. Era il più alto di noi e più forte di noi, ma da bambino, gli piaceva troppo seguire e poco decidere di andare, con quel  suo bisogno impellente di dimostrarsi adeguato. 
L'esatto contrario di come è adesso. 
Perciò aveva iniziato a creare tensione quattordici secondi dopo aver accettato l'invito per riuscire a scoraggiare tutti senza dirlo palesemente.
"E se fanno le messe nere?"

Cazzo, non avevo pensato alle messe nere.

Lele gli disse di stare tranquillo, perché aveva sentito al telegiornale che i seguaci di Satana lavoravano vicino Milano e che dalle nostre parti gli unici pericolosi erano quelli dell'Ambulanza Nera. 
Che però di solito lavoravano vicino alle scuole e solo di mattina e d'inverno. 
Perciò non potevano essere messe nere. 
Non mi tranquillizzò e probabilmente neanche Marietto si sentiva tranquillo ma oramai avevamo detto di sì.

Era l'estate di "Twin Peaks" e noi giocavamo ad avere paura tutte le sere fino a tardi.
Non capisco perché ancora oggi, ma adoravamo spaventarci a vicenda.
Inventavamo storie tutti seduti per terra, quando poteva essere più facile giocare a campana o a schiacciasette.
A pallone solo di giorno che la sera, quelli del palazzo di fronte, dove abitava Marietto, se fai casino, buttano i secchi d'acqua. 

Quell'ansia di capire chi avesse ucciso Laura Palmer non riuscivamo a toglierla e quando non parlavamo di Twin Peaks cercavamo un modo di avere altrettanta paura e curiosità. 


Quanto giocare a spaventare tutti spaventasse anche me era evidente quando dovevo risalire con mio fratello le scale fino a casa passata la mezzanotte, quando ogni ronzio di falena sembrava un fantasma e il timer della luce nella tromba delle scale non era mai abbastanza lungo per raggiungere l'ultimo piano. 


Ma ci ostinavamo tutti a farlo.

Lele era il numero uno in questo.
Improvvisava modi per farsi male o per far fare male a qualcun'altro almeno tre volte a settimana. Doveva fare l'esploratore o l'autore televisivo. 
Mai più vista tanta lucida e malata creatività in un ragazzino di 11 anni.

Con quel clima di tensione e quella curiosità tutta estiva scavalcammo il cancello della casa dove non abitava nessuno e si sentivano i tamburi tutte le notti.


Non lo avevamo detto a nessuno.
Marietto aveva provato,
"Più siamo e meglio è"
ma Lele aveva deciso di bacchettarlo,
"Se siamo troppi facciamo rumore e ci scoprono i tizi che suonano il tamburo"
"Ma ci perdiamo l'ultima puntata di Twin Peaks"
"Si ma stasera stanno tutti a casa, così non ci seguono, poi ci facciamo raccontare cosa è successo da mia sorella"

Mio fratello, come al solito, aveva capito tutto ed era per forza voluto venire con noi.

"E comunque è stato Bob ad ammazzare Laura."
"Boh, continuo a non capirci niente, vuoi vedere che finisce che non lo spiegano?"

DDDoom, DDDoom, DDDoom, DDDoom...

Il tamburo aveva appena iniziato a martellare ed il cuore mi era arrivato subito in gola battendo al doppio del ritmo di quei tonfi sordi.


C'eravamo stati in perlustrazione mille volte lassù.
Ci andavamo persino a giocare a nascondino ma mai la notte e mai quando c'erano i tamburi.
Era da matti.

"Nonna dice che la curiosità ha ammazzato il gatto! voi vi siete impazziti, ma se è un pazzo maniaco?"
I 9 anni più saggi del piazzale sotto casa li aveva mio fratello.
Nessuno rispose
Sapevamo tutti che aveva ragione ma, oramai, nessuno era più in grado di fermarsi.
I tamburi suonavano e non avremmo mai più trovato il coraggio di riscalvalcare quel cancello di notte per scoprire cos'era.

"ma magari è uno che studia tamburo alla banda comunale che si esercita da solo perché vicino casa dopo cena non si può fare casino, un compagno mio di classe studia il trombone"
disse Lele per farsi coraggio.

DDoom, DDDoom, DDDDoom
I tonfi si facevano più forti.

Non percorrevamo direttamente il lungo viale della casa sulla collina dove non abitava nessuno.
L'aveva proposto Marietto.
"Passiamo dueotremetri dentro il bosco. Affianco affianco alla strada. Così, se arriva qualcuno, scappiamo nel bosco."
Rimanemmo sorpresi dalla proposta che sembrava geniale e accettammo tutti senza discutere.

Il bosco però di notte è buio ed ogni rumore sembra un pericolo.
Cammini più lentamente nel bosco, con il peso addosso l'ansia di arrivare e la paura di farlo. 


Quelle poche centinaia di metri erano diventate chilometri e la sagoma della casa si stagliava davanti a noi, dopo una camminata che non mi è mai più sembrata così lunga. 

E'buio. Non c'è nessuno nei paraggi.
Tutto tace e tutto si muove rumorosamente quassù e la luna è quasi intera.
Le stelle nel cielo dell'estate sono così tante viste dalla collina della casa dove non abitava nessuno che tornerei oggi a guardale da lì.


Io mi sentivo Dale Cooper con tanto di giacca e cravatta ma anche le gambe gonfie per l' ortica del bosco.
Era Bob a suonare il tamburo?
Lo faceva tutte le notti per attirarci lì e noi come dei polli eravamo andati a cascarci.
Oppure erano quelli dell'Ambulanza Nera?
che si godevano le ferie dopo un lungo inverno di rapimenti e allegramente suonavano il tamburo mentre cuocevano alla brace il compagno di scuola di Lele, che studiava il trombone, per mangiarlo e noi eravamo il dessert.

DDDoom, DDDoom, DDDoom
Non sapevo più distinguere il mio cuore dal tonfo di tamburi.
Camminavamo ormai in fila orizzontale, modello fanteria romana.
Con i coltelli da cucina in mano, che Lele rubava sistematicamente a sua nonna ogni volta che ci costringeva ad un'avventura, con le lame col seghetto che per la paura, oscillavano scoordinate, scintillando pericolosamente, come asticelle di quattro vecchi metronomi rotti.

Un passo ad otto piedi dopo l'altro, alla velocità del più lento di noi, arrivammo a semicerchi attorno ad una botola affianco la casa.

DDDoomDoom,DDDoomDoom,DDDoomDoom
"Cosa c'è qui sotto? C'è qualcuno?"
Lele bussa col piede tra un tonfo e l'altro sulla botola in cemento del pozzo che si alza dal terreno di pochi centrimetri.
"Secondo voi c'è qualcuno nel pozzo?" e ci guarda e sussurra lentamente nel buio.
Mentre bussa, tutti abbiamo fatto un passo indietro senza renderci conto, rompendo le righe nel fresco di quella sera d'estate.

Respiro profondamente.
Torno in me.
Ecco cos'é.
Dico:
"E' la pompa del pozzo"
Coro:
"Eh???"
Dico:
"E' la pompa del pozzo! Sta pure da noi, in campagna da nonna. E' vecchia e fa rumore."
Coro:
"Ah."

Delusi e soddisfatti ci sedemmo sul bordo della botola del pozzo con i coltelli della nonna di Lele ancora in mano.
Come gli eroi che affrontano la paura e la vincono, anche se c'è la puntata finale di Twin Peaks.
Con Bob che suonava il tamburo sul fondo.
Assieme al compagno di Lele che studia il trombone.
Affianco alla casa sulla collina dove abitavano Dale Cooper e Laura Palmer.
Dove andavano in vacanza quelli dell'ambulanza nera.
Dove il tamburo che fa paura, in fondo, lo suonavamo noi.
Nella fantasia.
Nelle ansie.
Nelle avventure.
Nei misteri.
Nella curiosità.
Nella paura.

Tornati a casa scoprimmo che in effetti non te lo spiegano chi ha ucciso Laura Palmer.
Sembra che ad un certo punto della puntata, fosse uscito un nano a caso che aveva tutte le domande e nemmeno una risposta, a confondere un po' di più le cose.
Non ho ben capito cosa fosse successo, anche perché, quell'ultima puntata, non l'ho mai più vista ed ho deciso che non lo farò. 
Per me Twin Peaks finisce con me, Lele, Marietto e mio fratello, sulla collina della casa dove non abitava nessuno.

Ha vinto il braccio destro e sotto la X, scavando tra i ricordi, ho trovato un biglietto.
C'è scritto:
"La mia "paura" è la mia essenza, e probabilmente la parte migliore di me stesso."

Non ho paura di andare, mi fa più paura non farlo.
Scavalchi il cancello e vieni con me?



dEUS - Instant Street
You're probably right, seen from your side, that I've been lucky
but I've been meaning to crack all week.
Yes I've been involved, it never resolved into anything shocking.
Pains playing yoyo in my body as we speak.

And now I found something to look for, but I can't decide,
'Cause I might find that to stroll behind is better than to score.
Just like I did before.

It wouldn't be true, not towards you, to say that I'm staying.
When on every single impulse, on every other move I react.
'Cause in any old creek, with changing technique, you'll see me playing.
After any old motherfucking blow I'll be back.

We turned away from instant stuff
our cracking codes were breaking up
our words were sucked out it made them clean.
And after lowness say it
and after more let it be known
Our codes are grown into something mean.

You're probably right, as for tonight, you're making me nervous.
What is it you want me to be thinking of?
I'll put on a movie, I'll play something groovy as a matter of service
And I'll chuckle when you smile as a matter of love.
'Cause you know it's not my style to be giving up now.
And this pain in my side, I had enough.

This time I go for Instant Street
This life's a soulless excuse for all abuse and parenthesis.
The flyspecked windows and the stinking lobbies
they'll remain all the same, all the same.

This time I go. This time I go...

domenica 8 luglio 2012

Perché non scrivo.


Mi distendo a terra, sulla sabbia, col vento del mare che a intermittenza toglie la pressione dell'afa sulla pelle.
C'è un caldo terribile, che toglie il fiato persino a chi non smette mai di parlare.
Persino a me.

Adesso adorerei stendermi sul pavimento di mia Nonna.
Come quando ero bambino.
Prima faccia a terra, con la pancia  ed il petto nudi, che toccano quei lisci e freddi marmittoni di graniglia che non si scaldano mai.
Solo per poi potermi girare faccia al soffitto cercando un pò di fresco anche sulla schiena.
Per poter fissare il vecchio lampadario del salone con quelle sue braccia intarsiate e pacchiane che tengono dritte le lampade a punta che stanno di solito sul lampadario di tua nonna e che non fanno mai luce a sufficienza.
Credo sia uno dei lampadari più brutti che mi sia mai capitato di vedere, ma cosa non darei adesso per poterlo guardare pigramente.
Come quando ero bambino.

E'un pò che non scrivo.
Non l'ho fatto di proposito.
Il tempo vola e le cose a cui pensare aumentano come i buchi alla cintura.
L'estate rallenta gli eventi e dilata i pensieri.
Stanca gli ardori primaverili e ti prepara al freddo in arrivo.
L'estate non serve per quello che hai da fare ma per quello che deve arrivare
e forse,
ecco perché,
la voglia di scrivere è tornata.

Vista da qui, avrei preferito non fermarmi,
giuro.
Trovo utile scrivere.
Per tenere a bada il mio ego.
Per dare un senso alla marea di cose casuali che tendo a fare quando non scrivo.
Per esorcizzare quello che ho dentro, dicono gli psicologi.
Per esprimere quello che ho dentro, dicono gli artisti.
Per raccontare quello che vedo.

Di contro, trovo molto utile anche non scrivere.
Non scrivere per pensare a quello che ho da fare e scrivere per quello che deve arrivare.
Un po' come le stagioni.
Non scrivere è estivo.
Per non scrivere serve l'afa, me ne sono quasi convinto.

E allora, disteso sul pavimento di mia nonna, in cerca di fresco nella casa in cui sono cresciuto, pensavo:
A cosa avrei voluto fare.
A cosa avrei voluto prendere.
A cosa avrei voluto dare.
Disteso sul pavimento di mia nonna, in cerca di fresco nella casa in cui sono cresciuto, speravo.

Adesso, nel punto in cui mi stendevo per colpa del caldo, mia nonna, ci ha piazzato un bel tappeto persiano marrone, che fa pendant col lampadario e le foto in bianco e nero.

I tempi cambiano ed il tappeto persiano è sconsigliato per distendersi con questo caldo.
Adesso, con l'afa, mi toccherà trovarmi un posto tutto nuovo dove distendermi e sperare.

Ben Gibbard -When the sun goes down

When the sun goes down, down on your street
Oh, let me be the one you meet
In the lamplight hung when the night has just begun

And though you fear where shadows fall
There's nothing there to harm you at all
Uncover your eyes, presume uncertain skies

And rise, arise
Step into the night, it'll be alright

When the sun goes down, down on your street
And you're feeling strangely incomplete
Oh, please don't grieve for days that fell like leaves

Under a moon that hangs from silver strings
We know not what this darkness brings
The stars all gleam with possibilities

And rise, arise
Step into the night, it'll be alright

When the sun goes down, down on your street
Oh, let me be the one you meet
For I've waited years for you to return to me

So rise, arise
Step into the night
Yes rise, arise
And step into the night
Rise, arise
And step into the night, it'll be alright