giovedì 10 febbraio 2011

Sveglia.

Driiin. Driiin. Driiin. Driiin. Driiin. Driiin. Driiin. Driiin. Driiin. Driiin.
L'incedere perentorio di certe sveglie spesso ti fa sentire stupido.
E' talmente acusticamente evidente da rendere inspiegabile il perché, nonostante suonasse da tempo, tu non eri riuscito a sentirla.
Poi apri gli occhi e le dai una sberla. Per spegnerla, quasi fosse sua la colpa del torpore del sonno.
Ma il sonno è necessario, non è una colpa.
Il caldo delle coperte,
un cuscino morbido,
l'idea stessa di casa,
il sogno.
Eppure incosciamente sai che svegliarsi serve e la sveglia è utile proprio per questo.
Perciò ti vesti e fai quello per cui ti svegli.
Io oggi ho compreso una cosa ed ha fatto male quanto una sveglia che suona.

La laurea è un pezzo di carta.
I libri sono noiosi.
La matematica è noiosa.
La filosofia è noiosa.
La storia è noiosa.
La politica è noiosa.
La letteratura è noiosa.
L'economia è noiosa.

La TV è giusta.
Il calcio è giusto.
Il denaro è giusto.
La fica è giustissima.

Uno che va in tv guadagna di più di un ricercatore, capiamoci.
Perchè andare in biblioteca quando puoi andare in palestra?

Certe cose ti fa anche schifo dirle perché, oramai, siamo entrati nell'ordine di idee che parlarne è banale.
E' Radical-Chic.
E' elitarista.

Diamo per scontato che l'accesso agli strumenti culturali sia futile e che,
al contrario, pagare per 5 anni a rate un televisore al plasma sia necessario.

Ho iniziato a scrivere i miei pensieri perché di sicuro vivo un malcontento.
Perché vivo una società che mi viene dipinta come la più semplice possibile, la più utile alle più intime necessità umane.
Avidità ed Egoismo.
Come la migliore possibile nei limiti dell'umana tendenza a mettere se stessi davanti agli altri.

Multiculturale, economicamente avanzata, permette ad un operaio di avere il massimo della tecnologia in casa.
Un IPAD o un televisore al plasma.
Internet in tutte le case.

A cosa serve la multiculturalità se l'accesso agli strumenti culturali che renderebbero questo fenomeno positivo sono resi, da tutte le parti,
sgradevoli al sentire comune?
A cosa serve internet se non accedi agli strumenti culturali che potrebbero rendere questo media realmente utile per migliorare la realtà?
A cosa serve un televisore al plasma se i contenuti della maggior parte della
comunicazione che trasuda, negano le priorità che distinguono l'uomo dagli altri esseri viventi?
Cosa ci distingue dagli animali?
Gli strumenti culturali.
Il calcio lo gestiscono Economia e Politica. La TV la gestiscono Economia e Politica.
Come si fa a pensare che Economia e Politica, La Storia, la Letteratura, la matematica, siano noiosi argomenti per un inutile elitè radicale e fuori dal tempo?
Come si può scambiare per invidia l'indignazione per l'ingiustizia sociale percui uno che va in TV guadagna più di un ricercatore?

Il denaro è la carta con cui ci fanno giocare mentre l'economia virtuale è l'unica economia reale.
Il denaro non ha valore se l'economia virtuale non funziona.
Questa crisi dovrebbe averlo spiegato a tutti.
Qual'è l'economia virtuale?
Il denaro è gestito dalla politica,
che risponde alle regole dell'economia,
e tutte rispondono a fattori storici e culturali oltre che a regole matematiche.

Una società sana dovrebbe spingere il proprio popolo all'accesso agli strumenti culturali.
Alla chiavi che portano ad altri livelli di comprensione.
La verità è che siamo spinti a considerare il reale, virtuale e viceversa.
Il necessario, futile e viceversa.
Perchè il sapere impedisce le prevaricazioni, questa è la vera vittoria della modernità.
O almeno dovrebbe esserlo.

Il segreto di questa società è che il potere deve autotutelarsi, anche a discapito del bene della collettività.

Chi oggi si auspica una rivoluzione armata o sociale o economica
deve capire che tutto passa dagli stimoli che una società
ha nell'accedere alle necessarie risorse culturali utili ad una comprensione dei meccanismi che stanno alle spalle della realtà,
che nell'epoca di internet divengono sempre più condivisi ed accessibili.

Questa società è così forte da aver previsto tutto.
La rivoluzione degli utili idioti è prevista.
La rivoluzione dei marxisti-nazisti-cattolici-terroristi-comunisti-fascisti-ebrei-mussulmani-ambientalisti-anticapitalisti-capitalisti-radicali-amicidimariadefilippi?
è prevista anche quella.
Questa società è così forte da digerire tutto.
L'unica cosa non prevedibile è un cambio di approccio all'accesso alle risorse culturali.
La maggioranza che sceglie di informarsi davvero con spirito critico.
Che sceglie di sapere cosa muove il mondo.
Che sceglie di non fidarsi.

La mia non è retorica o intellettualismo.
Io ho appena compreso che, assunto che il mondo si cambia in tanti il primo vero passo rivoluzionario è inevitabilmente
stimolare gli altri a condividere un punto di vista necessario.
Non interessato a stabilire se rosso sia meglio di nero o viceversa.
Interessato al che ci si ponga la domanda prima di dare la risposta, senza pregiudizio.
Senza dare per assunta la risposta senza che questa poggi su strumenti culturali appresi e non indotti.
Il segreto non è avere una risposta comune, ma essersi posti tutti più domande possibili.

La sveglia mi ha detto che ho bisogno degli altri senza egoismo.
Questa è la base stessa del concetto di società.
Ho bisogno che tutti si sentano stimolati ad informarsi prima ancora di agire.

Non diamo per assunto che la realtà possa in qualche modo arrivare dal potere, dalla televisione, dal calcio, dalla fica.
La verità l'avete intorno, la vivete direttamente, comprenderla non è semplice, non arriva uno e te la dice.
Non ci riesce quello del telegiornale e nemmeno il tizio dei documentari.

Se io fossi potente non farei come loro e probabilmente nemmeno voi.
Non è normale pensarlo.
Non è normale essere egoisti. Non può essere un modello e nemmeno una scusa.
Ci alziamo andiamo a lavorare, non approfittiamo del prossimo, quelli che lo fanno, sono una sparuta minoranza, che, nella migliore delle ipotesi,
in una società come quella attuale, sono l'esempio lampante di una futura classe dirigente di leccaculo perennemente in vendita.
Di portaborse.
Di Amministratori delegati e non di proprietari.
Di faccendieri.
Di mediatori.
Nella peggiore, invece, sono degli utili idioti illusi dal sogno di diventare qualcosa che non saranno mai.
Senza decenza, senza morale, senza cuore.

La verità sta in miliardi di strumenti culturali, scritti da miliardi di individui che si sono posti miliardi domande
e che possono aiutare ognuno di noi a porsi altrettanti miliardi di domande .
Gli strumenti culturali sono quasi tutti gratuiti anche adesso.
Li scarichi da internet.
Li cerchi e li scarichi.
Proprio come i porno o i gol di Maradona.

Non ho la pretesa assurda di pensare di sapere con esattezza che fare.
Io non ho risposte utili a qualcun' altro. Le mie risposte sono sufficienti per me e solitamente sono utili soltanto a farmi porre altre domande. Io non ho la verità, ma di sicuro, quello che ha elevato l'uomo dal magma è la capacità di porsi domande e questo è inoppugnabile.
Accettare verità senza condizioni ci riporta nel magma. Questo è sicuro.
Dire quello che dico non è banale,
non è inutile,
perché altrimenti avremmo in cantiere la speranza di lasciare, a chi verrà dopo di noi, un mondo migliore di quello che abbiamo trovato.
L'uomo non è avido ed egoista, almeno non io.
Continuerò ad assorbire più domande e punti di vista possibili, per pormi altre domande e magari, stimolare qualcun'altro a fare lo stesso.

Sveglia.


Love, Ire & songs
Frank Turner

Well a teacher of mine once told me
That life was just a list of disappoints and defeats
And you could only do your best,
And I said "That's a fucking cop-out, you're just washed up and your tired,
and when I get to your age I won't be such a coward"
But these day I sit at home, known to shout at my TV
And Punk Rock didn't live up to what I hoped that it could be
And all the things that I believed with all my heart when I was young
Are just coasters for beers and clean surfaces for drugs
And I packed all my panflets with my bibles at the back of the shelf

Well it was bad enough the feeling, and the first time it hit
When you realised your parents had let the world all go to shit
And that the values and ideals for which many had fought and died
Had been killed off in the committees and left to die by the wayside
But it was worse when we turned to the kids on the left
And got let down again by some poor excuse for protest
Yeah by idiot fucking hippies in 50 different factions
Who are locked inside some kind of 60's battle re-enactment
And I hung-up my banner in disgust and I head for the door

Oh but once we were young, and we were crass enough to care
But I guess you live and learn, we won't make that mistake again, no
Oh but surely just for one day, we could fight and we could win
And if only for a little while, we could insist on the impossible

Well we've been a good few hours drinking
So I'm going to say what everyone's thinking
If we're stuck on this ship and it's sinking
Then we might as well have a parade
Cos if it's still going to hurt in the morning
And a better plan's set to get forming
Then where's the harm spending an evening
In manning the old barricades, so come on old friends to the streets
Let's be 1905 but not 1917, let's be heroes, let's be martyrs, let's be radical thinkers
Who never have to test drive the least of their dreams
Let's divide up the world into the damned and safe
And then ride to the valleys like the old life brigade
And straighten our backs and we won't be afraid
And they'll celebrate our deaths with a national parade

So come on let's be young, let's be crass enough to care
Let's refuse to live and learn, let's make all our mistakes again yes
And then darling, just for one day, we can fight and we can win
And if only for a little while, we could insist on the impossible
Leave the mourning the to the morning
Yeah pain can be killed
With aspirin tablets and vitamin pills
But memories of hope, and glorious defeat
Are a little bit harder to beat

1 commento:

  1. Non è banale. Eppure anche nell'era di internet, nonostante tutto, dobbiamo purtroppo (sic!) dire che Gramsci aveva ragione.
    E' ora di andare a fare alla guerra. Prima che la guerra la facciano a noi.

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